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Musei Civici di Arte Antica
Comune di Ferrara

San Cristoforo alla Certosa


 

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San Cristoforo alla Certosa
 

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San Cristoforo alla Certosa
Piazza Borso 50


Nel corso del completamento del restauro manutentivo specialistico delle opere, il Tempio sarà aperto al pubblico a partire dal 5 gennaio 2019, solo il sabato e la domenica dalle ore 10.00 alle 16.00 (orario variabile in relazione alle visite guidate).
Data la consistente quantità e monumentalità delle opere contenute a San Cristoforo, si è allestito all'interno del Tempio stesso, un adeguato spazio dedicato a laboratorio di restauro, dove dal lunedì al venerdì per i prossimi mesi, saranno eseguiti con la Chiesa chiusa ai visitatori, gli interventi di restauro manutentivo su tutte le opere che ne hanno necessità.

Nei fine settimana il pubblico potrà entrare e grazie a un calendario di visite guidate, prendere visione dell'avanzamento dei lavori.
La prima serie di visite guidate dedicate al complesso di San Cristoforo alla Certosa, termina con  l’appuntamento pomeridiano di sabato 23 febbraio 2019 e, come di consueto, il pubblico avrà a disposizione due turni di visita: il primo dalle 14 alle 15 e il secondo dalle 15 alle 16.
In quest’ultimo incontro, il visitatore sarà accompagnato da Elisabetta Lopresti, conservatore dei Musei di Arte Antica e da Romeo Pio Cristofori, giovane storico dell’arte e collaboratore dei Musei comunali. Il percorso inizierà all’esterno del Tempio, dove sarà possibile prendere visione delle tracce architettoniche e decorative dell’antico monastero fondato da Borso d’Este; successivamente varcando il monumentale portale sormontato dalle “sette stelle”, Romeo Pio Cristofori illustrerà le diverse fasi del programma pittorico commissionato dal  Capitolo certosino, soffermandosi davanti alle grandiose macchine pittoriche che sormontano gli altari dei transetti, con le grandi pale lignee dipinte dalla bottega dei Filippi incorniciate da preziose ancone decorate dal centese Ercole Aviati. Rimanendo ancora nei transetti, Elisabetta Lopresti condurrà i partecipanti all’interno del laboratorio di restauro , dove approfondirà l’iconografia  presente nelle grandi tele.
Sempre nell’ambito del Laboratorio di restauro Giovanni Giannelli restauratore del Laboratorio bolognese di Ottorino Nonfarmale, con l’ausilio di un breve video, mostrerà ai partecipanti le delicate e sorprendenti  fasi  dell’intervento di messa in sicurezza di tutto il patrimonio mobile, le successive operazioni di restauro manutentivo specialistico e la ricollocazione a parete secondo lo schema espositivo  precedente al sisma  del 2012.
A conclusione del tour certosino, Elisabetta Lopresti, guiderà i visitatori nel catino absidale, a diretto contatto con il monumentale ciborio e con l’incredibile coro rinascimentale a tarsie lignee proveniente dalla distrutta chiesa di Sant’Andrea.
Anche per partecipare a quest’ultimo appuntamento  è necessario prenotare al  0532.232924, nei giorni di lunedì 18, martedì 19 e di venerdì 22 febbraio 2019 dalle ore 9 alle 11.
 
Si ricorda che l’ingresso libero e gratuito al Tempio sarà possibile anche  domenica 24  febbraio dalle 10 alle 16, mentre sabato il 23 febbraio c.m. è visitabile liberamente dalle 10 alle 13, poiché nel pomeriggio l’accesso al Tempio è riservato alle visite guidate.
 
PROSSIME APERTURE GRATUITE
Si precisa che il Tempio continuerà ad essere aperto gratuitamente al pubblico anche nei prossimi sabati e domeniche, dalle 10 alle 16. Successivamente, sarà soggetto ad una nuova temporanea chiusura, per ultimare il complesso riallestimento in prospettiva dell’apertura definitiva.
 

La facciata della chiesa di San Cristoforo alla CertosaSi deve a Borso d’Este l'idea di promuovere nel 1452 la costruzione di un monastero certosino a Ferrara. Come imponeva la regola dell’ordine, la scelta del sito sul quale erigere la Certosa estense cadde su un lontano dal centro abitato. Tale isolamento fu però breve: già pochi decenni dopo, con il compiersi dell’Addizione Erculea, il complesso venne racchiuso nella cerchia delle mura estensi, perdendo così la caratteristica di “eremo” ma entrando nell'immagine della città rinnovata da Ercole I alla fine del Quattrocento.

Nel 1498, accanto alla primitiva chiesa, fu avviata la costruzione di un nuovo e più spazioso Tempio dedicato a San Cristoforo. Nel corso del tempo la chiesa borsiana fu inglobata nel convento, mentre la nuova divenne il fulcro della vita religiosa dei certosini. San Cristoforo, a croce latina, con una sola navata e sei cappelle laterali, è una delle opere più originali del Rinascimento ferrarese, sia per l’assetto architettonico e sia per l’impostazione planimetrica, dove la lunghezza della navata è esattamente uguale alla profondità del transetto sommata a quella dell'abside. La grandiosità delle proporzioni, che si sposa con la plasticità dell’architettura modulata dalla luce, ha suggerito l’attribuzione del progetto al grande Biagio Rossetti.

La facciata, rimasta incompiuta, fu adornata nel 1769 con un monumentale portale marmoreo, che i restauri terminati nel 2007 hanno riportato all'antico splendore. All'interno spiccano le decorazioni degli altari laterali, opera di Nicolò Roselli, e quelle della pale del transetto, dipinte attorno la 1570 dal Bastianino.

Alla fine del Settecento, a seguito delle soppressioni napoleoniche, i monaci persero il possesso del convento e della Chiesa. Acquisito dal Comune di Ferrara, il Tempio venne riaperto al culto nel 1813, mentre l’area adiacente fu adibita a cimitero pubblico. Le trasformazioni furono rilevanti, in quanto interessarono l’antica chiesa e parte del chiostro, che furono abbattuti, mentre successivamente fu costruita l’ala sinistra del portico curvilineo, che segna in modo così caratteristico la piazza antistante.

I bombardamenti del secondo conflitto mondiale inflissero anche a San Cristoforo ferite gravissime: nell'estate del 1944 due bombe distrussero parzialmente l’abside, il coro, il lato destro della chiesa e il campanile. Nel corso del dopoguerra e nei decenni successivi seguirono vari interventi di manutenzione che, tuttavia, si rivelarono insufficienti, anche se consentirono la parziale riapertura dell’edificio al culto.

Un'imponente campagna di restauro aveva recentemente consentito a San Cristoforo di riacquistare accanto alla sua originaria funzione sacra anche l’importante ruolo culturale di monumento fra i più significativi e preziosi del patrimonio storico-artistico ferrarese. Il terremoto del 2012 ha arrecato danni importanti all'edificio, pertanto, attualmente, la visita alla chiesa è consentita negli orari sopra riportati.

San Cristoforo alla Certosa
Piazza Borso 50 - 44121 Ferrara
tel. 0532 232933 - fax 0532 232944
arteantica@comune.fe.it

 
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