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Museo del Risorgimento e della Resistenza
 

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Un film, una storia, una città. A 75 anni dell’eccidio e a 10 dalla morte di Florestano Vancini

Dal 17 dicembre 2018 al 13 gennaio 2019
Museo del Risorgimento e della Resistenza
Corso Ercole I d'Este, 19 Ferrara

Locandina notte '43

Mostra fotografica a cura di Antonella Guarnieri, con la collaborazione tecnica e di allestimento di Elena Ferraresi.

É visitabile dal martedì alla domenica dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00.


Inaugurazione della mostra
Museo del Risorgimento e della Resistenza
Sabato 17 novembre ore 12.00
Presenzierà la curatrice Antonella Guarnieri.
 
>> Locandina della mostra (.pdf)

La mostra si avvale delle foto di scena, relative al film "La lunga notte del’43" del regista Florestano Vancini conservate presso il Museo del Risorgimento e della Resistenza, già usate in passato per esposizioni all’interno dell’istituzione civica estense che vengono impreziosite da numerosi interventi sia del regista ferrarese sia di importanti critici. Emerge così, con evidenza, sia il clima nel quale l’opera venne pensata e quindi data alla luce sia il valore e l’impatto che, nel 1960, ebbe all’interno della cinematografia italiana, un’opera che aveva l’ambizione di raccontare, riuscendoci, con precisione documentaria e storica un episodio drammatico ed assolutamente esemplare della storia ferrarese ed italiana.
La mostra fotografica è preceduta dalla ricostruzione storico documentaria degli avvenimenti che si succedettero nella città estense dopo l’uccisione del federale fascista repubblicano di Ferrara Igino Ghisellini, avvenuta la sera del 13 novembre 1943.
La strage, decisa dai fascisti, mandati a Ferrara dal segretario nazionale del partito fascista repubblicano Alessandro Pavolini, venne messa in atto da Enrico Vezzalini e dal console della Milizia Giovan Battista Riggio i quali si avvalsero di non pochi fascisti ferraresi che collaborarono non solo ai rastrellamenti, ma anche alla scelta delle persone da eliminare.
Non si riunì mai un tribunale e le persone che vennero arrestate e fucilate, undici civili, è dimostrato con evidenza, non avevano nessun legame con l’uccisione di Ghisellini. Due di loro, Mario e Vittore Hanau, scelti in quanto appartenenti a quelli che i fascisti definivano con disprezzo "la razza ebraica", furono i primi ebrei uccisi in Italia da un plotone di esecuzione composto interamente da italiani, fascisti ed appartenenti alle brigate nere della repubblica sociale.
I tedeschi, è documentato dagli atti raccolti all’Archivio di Stato dalla curatrice della mostra, e riproposti in copia all’interno del percorso espositivo, si opposero con durezza al comportamento fascista, alla strage ed ancora di più alla esposizione dei cadaveri che venne interrotta nel pomeriggio del 15 novembre per intercessione, pare, del vescovo di Ferrara Monsignor Ruggero Bovelli.
Per decenni, e ben oltre il film di Vancini, si cercò di addebitare questa strage ai tedeschi: erano gli anni in cui si posero le fondamenta della rimozione delle responsabilità fasciste.
Ma Vancini non si arrese e dopo essersi sentito chiedere dai politici, in cambio di ricche sovvenzioni che gli avrebbero consentito la regia di un film hollywoodiano, di raccontare una storia ammaestrata dove fossero i tedeschi a rivestire i panni dei "cattivi", aspettò il 1960 per raccontare in un film così vero ed intenso, ispirato alla sua esperienza diretta e al racconto di Giorgio Bassani "Una notte del ’43", che vinse il premio opera prima alla mostra del cinema di Venezia, la verità storica sulla lunga notte di Ferrara.


Info e contatti
Museo del Risorgimento e della Resistenza
Corso Ercole 1° d’Este 19, 44122 Ferrara
Apertura Museo: dal martedì alla domenica 9.30 -13.00 e 15.00 - 18.00.
Tel: 0532 244922
e-mail: biglietteriamrr@comune.fe.it
 



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