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Museo del Risorgimento e della Resistenza
 

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Consegna delle pergamene ai famigliari di Donato Cazzato e Bruno Rizzieri

Giovedì 10 agosto 2017, ore 10.45
Museo del Risorgimento e della Resistenza
Corso Ercole I d'Este, 19 Ferrara

Eccidi della Certosa 2017

Settantatreesimo anniversario delle stragi della Certosa

In occasione del settantatreesimo anniversario delle stragi della Certosa, avvenute nell’agosto 1944, durante l’occupazione nazi-fascista, il Museo del Risorgimento e della Resistenza del Comune di Ferrara e l’ANPI provinciale hanno voluto organizzare, il 10 agosto 2017 alle 10 e 45, un incontro presso il Museo nel quale ricordare quei drammatici frangenti e gli uomini che ne furono vittime.

In quella occasione le istituzioni ferraresi, rappresentate dall’assessore alla pubblica istruzione Cristina Corrazzari e l’ANPI provinciale, nella figura del suo presidente Marco Ascanelli, consegneranno ai parenti di Donato Cazzato, il partigiano leccese ventunenne che venne torturato dai fascisti e quindi fucilato presso la Certosa estense nel secondo degli eccidi dell’agosto 1944 e ai parenti del ferrarese Bruno Rizzieri, ucciso dai fascisti dopo un eroica difesa nei pressi del Ponte della pace, le pergamene preparate in occasione del ventennale della Resistenza  dalla Provincia di Ferrara e mai consegnate.

Ricordare chi ha dato la propria vita per il raggiungimento della democrazia fornisce uno stimolo potente all’approfondimento e alla ricerca degli avvenimenti storici e in questa logica uomini come Donato Cazzato, grazie ai nuovi documenti e testimonianze, assumono ruoli di maggiore rilievo, all’interno di una organizzazione resistenziale che già dalle prime battute pareva manifestarsi come una struttura articolata, variegata, interpartitica e interclassista che già da tutto il 1943 era presente a Ferrara e gravitava attorno alla figura emblematica di Alda Costa.


Da sinistra nella foto Donato Cazzato, la fidanzata ferrarese Alda Pavani e l’amico Paolo Cofano, a Ferrara già dalla Primavera del 1943. I due leccesi non possono essere considerati come tanti giovani sbandati che si unirono alle formazioni partigiane dopo lo sbandamento dell’8 settembre. Essi infatti iniziarono il viaggio nell’antifascismo a Ferrara, all’interno del gruppo di Alda Costa ben prima della caduta di Mussolini, dove erano giunti con la Divisione Ariete, comandata da Cadorna e insieme a Cerere Bagnolati costituirono uno dei primi e più agguerriti Gap. E’ probabile che lo “Zappaterra”  più volte citato da Cerere Bagnolati in alcune interviste, rilasciate alla storica Delfina Tromboni, fosse proprio Donato che aveva lasciato proprio quel lavoro per onorare la chiamata alle armi.

Le drammatiche vicende che caratterizzarono le brevi esistenze di Donato Cazzato e di Paolo Cofano, alla luce delle ricerche intraprese dalla responsabile del Museo del Risorgimento e della Resistenza Antonella Guarnieri, grazie allo stimolo di Antonio Cazzato, nipote di Donato e di Tommaso Coletta, anch’egli leccese ed entrambi impegnati da anni a ricostruire la figura del conterraneo, sono appena all’inizio, ma stanno aprendo squarci che potranno ampliare il quadro relativo alla ricostruzione del periodo della lotta di liberazione a Ferrara. Ogni ricordo o testimonianza potrebbe essere utile e le porte del Museo sono aperte a quanti hanno conservato qualche ricordo legato a quegli avvenimenti e alle figure di questi giovani.

Parteciperà alla cerimonia una folta rappresentanza di conterranei di Donato Cazzato e con essi Antonio Cazzato, Tommaso Coletta e  il sindaco di Acquarica del Capo Francesco Ferraro, anch’egli parente del partigiano ucciso a Ferrara.



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